Il moderno Guru-Influencer è, senza dubbio, l’erede illegittimo degli antichi oracoli, con una sola differenza: mentre a Delfi si davano risposte deliziosamente sibilline e ambigue, oggi si elargiscono volgari banalità travestite da illuminanti certezze.
L’effetto è paradossale: più la verità è ovvia, più viene accolta come rivelazione.
I moderni pifferai ti sussurrano all’orecchio ciò che hai sempre saputo, ma con una tale convinzione che arrivi a viverla come una epifania epocale.
Ci si aspetterebbe che in un’epoca così fulgida di progresso, l’uomo avesse ormai seppellito le sue vecchie superstizioni nel fertile terreno della razionalità, e, invece, non fa che continuare a reinventare i suoi vecchi miti.
Il che sarebbe anche utilissimo, se solo imparasse a non cedere al terribile vizio dell’ipersemplificazione.
L’uomo di oggi non cerca risposte complesse: desidera solo che l’ovvio gli venga servito su un piatto d’argento, preferibilmente senza nessuno sforzo; esige l’illusione del controllo – e, d’altro canto, cosa c’è di più controllabile di un destino scritto tra le pieghe della banalità, soprattutto se “lo dice la scienza”?
Insomma, siamo disposti a pagare per sentirci dire che l’acqua è bagnata.
Luoghi comuni come “credi in te stesso” o “segui i tuoi sogni” assumono l’aura di sacre profezie, come se l’uomo non fosse già intimamente consapevole che in questa società, per sopravvivere, è necessario esiliarsi dall’autenticità, fino al punto in cui, fatalmente, si diventa la maschera che si indossa.
Trasportare l’ovvio su un piedistallo di parole elegantemente inutili: ecco il tocco di Mida! Ed è proprio lì che avviene il miracolo: in questa nostra gretta società, confusa e affamata di certezze, il cliente-discepolo legge nel più stupidamente semplice dei “consigli” la chiave per prendere in mano il proprio destino.
Il guru diventa, così, non più una “guida” ma uno specchio in cui ognuno vede riflesso ciò che vuole vedere: la propria presunta grandezza non ancora realizzata.
Interprete non del futuro bensì dell’ovvio, egli si guadagna un potere immenso e misterioso, sbucando opportunamente qua e là tra le nostre distrazioni quotidiane.
È la mistica dei luoghi comuni, in cui crediamo di vedere la nostra strada con una chiarezza mai avuta prima: “Come ho fatto a non pensarci prima?”
La bellezza dell’antico oracolo è che ti lasciava con domande che non avevi mai osato porti, la tragedia dei guru è che ti lasciano con risposte che non avevi mai osato immaginare perché troppo ovvie per essere notate.
A tutti noi piace fingere che l’ovvio sia qualcosa di profondamente misterioso…
Il trucco funziona solo perché vogliamo crederci.

